ZAPATOS ROJAS

Festa della donna 2022

Perché un brand di moda e beauty dovrebbe interessarsi a tematiche quali parità, diritti, violenza sulle donne e sradicamento degli stereotipi di genere?
Innanzitutto perché vogliamo: siamo tutti coinvolti nella lotta contro la disuguaglianze ed è nostro dovere schierarci contro le violenze. Inoltre il nostro brand è al servizio delle donne, si interessa dell’universo femminile, delle sfide e delle peculiarità che lo contraddistinguono. Ogni giorno ci dedichiamo alle donne, amiamo ispirarle e aiutarle ad esprimere la loro essenza. Nel giorno della festa della donna, ci sentiamo in dovere di sostenerle nella lotta contro le discriminazioni di genere di cui ancora oggi sono vittime. 

A due anni dall’inizio della pandemia mondiale è tempo di tirare le somme e fare i conti con ciò che questo periodo storico ha lasciato dietro di sé. Si tratta di una pandemia più subdola e nascosta che in questi anni ha potuto agire indisturbata: la violenza sulle donne. Le scarpe rosse, Zapatos Rojas, sono diventate simbolo della lotta contro il femminicidio e la violenza sulle donne, grazie a Elina Chauvet, un’artista messicana che le utilizzò per la prima volta in un’installazione artistica pubblica davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne uccise nella città di Juarez. In Italia, ogni 25 novembre le piazze si popolano di centinaia di scarpe rosse per la celebrazione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

“Sistemate, ordinate lungo un percorso urbano, le scarpe ne ridisegnano lo spazio e l’estetica, visualizzando una marcia di donne assenti, un corteo invisibile che evoca un profondo dolore”.

La violenza sulle donne è un problema che attanaglia da sempre la nostra società ma, negli ultimi anni, anche grazie ad una maggiore sensibilizzazione sulla tematica, abbiamo avuto accesso a dati allarmanti. 

Durante il periodo di lockdown molte donne si sono trovate costrette in casa, l’ambiente sinonimo di sicurezza per eccellenza, con i loro aguzzini: partner, compagni, fidanzati o mariti che dicevano di amarle.

Come possiamo recuperare il senso di sicurezza? 

È necessario cambiare la nostra forma mentis, ricordarci dell’importanza delle azioni e delle parole, perché ciò che creiamo attraverso di esse ha un peso enorme e determina la realtà circostante. 

Oltre al grande lavoro di sensibilizzazione, anche linguistica, è necessario investire sull’educazione dei nostri figli e delle nostre figlie per sradicare definitivamente la cultura maschilista e patriarcale che ci ha condotti a questo punto. Se non cambiamo noi per primi, se non cambiano le nostre menti e la nostra sensibilità, non possiamo aspettarci che il mondo cambi da sé.

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